mercoledì, 07 novembre 2007
Un pulcino
Un giorno vidi un pulcino
appena nato ed un po’ impaurito,
lontano da quel nido che era
il suo nido.
Iniziò a camminare a stento
ma fu aiutato dal vento.
Questo pulcino tenero e insicuro
nel scegliere una meta.
Da un albero cadde una mela
e la piccola alba
riuscì ad evitarla.
Così prese una direzione
ed anch’io giungerò a destinazione
fino a quando cammineranno
le rotaie della mia vita.
Aprile 2000
(L’avevo scritta al secondo anno di ginnasio, quando l’allora supplente della prof. d’italiano assegnò a noi ragazzi di comporre una poesia a tema libero, ma inserendo come figura “il pulcino”. Non eravamo obbligati a consegnare il testo e io fui tra quelli che non lo consegnò perché pensai che avevo reso il pulcino come oggetto della poesia e non una metafora da inserire nel testo. Io comunque la conservai tra le altre che scrissi, ricordandola con affetto).
.:: postato da raffapetrossi .::. alle ore 15:33 ::.
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lunedì, 06 novembre 2006
L'altra nostra realtà
Ci sono mani
che non vi uccidono,
ma vi pregano.
Ci sono silenzi
che non rovinano, non
straziano l’anima, ma
vi ossequiano,
o martiri moderni.
C’è l’altra metà del cuore
della nostra città
che batte per la vita.
C’è ancora la Napoli
del sole e del mare,
dell’allegria e della musica,
dell’arte e della bontà.
E c’è ancora un’Italia
che non accusa e
non ci volta le spalle.
.:: postato da raffapetrossi .::. alle ore 23:44 ::.
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lunedì, 11 settembre 2006
L’ 11 settembre di New York
C’era una New York potente e bella,
l’egemone del mondo come una stella.
Ma anche lì, la crudeltà si insidiò
e la città fu colpita al cuore
che custodiva le grandi e belle torri gemelle.
Un Kamikaze le colpì e tutto si incendiò.
Esse furono distrutte insieme a tante vite umane.
Il panorama di bellezza svanì
e diede posto allo spettacolo di terrore.
L’animo degli americani cambiò
e negli occhi la paura si insidiò.
Come in un film, però reale,
gli eroi non mancarono:
erano i pompieri che cercavano
di porre fine alla tragedia,
salvarono e morirono.
Ora non c’è più niente di quelle monumentali torri.
Arriva sempre un giorno che lascia il segno,
ma questo ha provocato una ferita, ancora aperta.
.:: postato da raffapetrossi .::. alle ore 10:40 ::.
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domenica, 06 novembre 2005

"L’ANGELO"
Tu bimbo che non hai visto la luce,
la vita,
ora sei un angelo,
che dona a noi la luce,
ci apri gli occhi alla vita,
ci guidi alla retta via.
Angelo colorato di nulla,
io non ti vedo,
non ti sento,
ma so che ci sei.
Vestito
di bianco
come un bambino battezzato,
proteggimi con le tue ali
che mi hanno accarezzato.
"IL SENSO DELLE COSE"
Quando ti assale la tristezza,
quando non hai la ricchezza,
pensa alle persone più care.
Quando ti senti abbandonato
pensa al sorriso di quel
bimbo che hai incontrato.
Quando ti ferisce l’ipocrisia
ricorda quella persona che
ti ha salutato con vera simpatia.
E quando credi di non
avere più sensibilità
e ti senti disperato,
ricorda quelle cose che
ti hanno emozionato.
![P-26[1]](http://files.splinder.com/16186e5ee6bb31103d3e7080eef2b1f9.gif)
"SOGNARE LA PACE"
Ho sognato che mi trovavo
in un giardino
dove cantava un bambino
insieme ad altri che mi offrivano
un sorriso, come omaggio.
Ho visto il bianco e il nero
camminare sotto braccio.
Non sentivo il rumore,
né il pianto degli innocenti,
ma solo armonia di suoni,
colori e cuori in tutti i momenti.
Non vedevo nel volto di due popoli
la scritta “guerra”,
ma “amore”.
Non c’erano ricchi e poveri,
ma tutti avevano un valore.
Volevo restare in quel giardino o cercare
la speranza di poter vivere
in un mondo migliore.
Ho cercato di trovare il nome
del più importante valore
e quando mi sono svegliata,
ho subito pensato:”la Pace”.
![libro_petrossin1n[1]](http://files.splinder.com/5561995f29275205407913efd998c1dc.jpeg)
Da "Fede...speranza di pace contro la guerra"
Edizione Elledici
ISBN 88-01-03103-3
Per chi fosse interessato al libro contattare marziasoul@yahoo.it
.:: postato da raffapetrossi .::. alle ore 18:41 ::.
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